Caldenave, Forcella Buse Todesche, Forcella Orsera, Cresta Ravetta
Tempo di percorrenza : 8 ore 30 minuti

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Descrizione del percorso

Dal piazzale in Loc. Hotel presso la Cappella degli Alpini, (m 1325) si percorre la strada asfaltata che prosegue verso il Ponte Conseria. Attraversato il ponte sul Rio Caldenave si prende la strada a sinistra con segnavia SAT per Caldenave, Forcella Ravetta, Laghi della Val Inferno. Ora la strada diventa bianca salendo fino al primo tornante a sinistra. Qui si imbocca la comoda mulattiera che prosegue fiancheggiando la sponda destra del Rio Caldenave-Casarine. Segnaletica SAT Caldenave Forcella Ravetta. Prima della Loc. Campivelo il sentiero si immette di nuovo sulla strada forestale che termina in corrispondenza del Ponte Campivelo. 45'. (m 1499) Oltrepassata la passerella sul Rio Caldenave il sentiero incomincia a salire lungo la sponda orografica sinistra. Dopo 1 ora si giunge al campivolo della Malga Caldenave. Giunti al bivio per Forcella Ravetta, si piega a sinistra per circa 50 metri seguendo la segnaletica SAT per Val dell'Inferno giungendo così al Ponte Caldenave. (m 1748). Da qui lo spettacolo che si presenta è a dir poco incantevole. La radura che si apre verso il colle sul quale sorge la Malga Caldenave è solcata dai magnifici meandri delle trasparenti acque del Rio Caldenave. Fanno da sfondo a questo suggestivo paesaggio i superbi ed aguzzi campanili granitici della Cresta Ravetta con Cima Trento (m 2530) e Cima Quarazza (m 2526) . Si oltrepassa il ponte sul rio Caldenavepiegando subito a destra seguendo sempre il sentiero SAT che, dopo aver costeggiato per un tratto la piana paludosa del campivolo di Caldenave, incomincia a salire con comodi tornanti il boscoso versante Sud della Cima Orsera. Dopo 30' di cammino si giunge ad un bivio da dove si dirama un piccolo sentiero che conduce dopo 200 metri al prato dell'Aia della Pesa(m 1966) dove si trova un piccolo bivacco in fase di ristrutturazione. Si riprende il cammino e, aggirato lo spigolo del versante finora percorso, ci si inoltra nella splendida e selvaggia Valle dell'Inferno. Massi enormi, contorti larici secolari e trasparenti pozze d'acqua caratterizzano il paesaggio di questa conca considerata, assieme a Caldenave, uno degli angoli più suggestivi di tutta la catena del Lagorai. Poco prima di iniziare la breve ripida che ci permette di lasciare la conca della Val dell'Inferno, si trova un sentiero in via di sistemazione che, piegando a sinistra permetterà di raggiungere il Baito dei Lastei di prossima ristrutturazione e che, raggirando il ripido tratto anzidetto, si ricollegherà al sentiero SAT nella zona dei Scagni (bivio sentiero Nomadi). Oltrepassato questo erto gradino, raggiungiamo la quota 2094 ove si trova l'ultimo laghetto della zona e, poco più a sinistra, il Bivacco dei Scagni in fase di ristrutturazione. 45'. Si oltrepassa il bivio con il sentiero dei Nomadi lasciando lo stesso sulla sinistra arrivando fino allo spigolo che divide la zona dei Scagni dalla testata delle Buse Todesche. Attraversata l'estremità orientale di questa ultima località, si giunge alla omonima Forcella (m 2309).45'. Degne di ammirazione sono qui le imponenti opere militari della Prima Guerra Mondiale. Mulattiere che si intersecano con altre provenienti dalle retrovie di Val Malene-Sorgazza, mura di sostegno costruite con sassi a secco ancora perfettamente diritte e ben conservate, gallerie, trincee, piattaforme sulle quali sorgevano le baracche dei soldati Italiani, costituiscono un vero e proprio museo all'aperto della prima linea italiana; testimoni dell'immane sacrificio di migliaia di giovani soldati che qui combatterono non solo contro il cosiddetto "nemico" ma soprattutto contro le insidie di quelli che furono i due più lunghi inverni finora ricordati dalla storia ( 1916-1917); monito alle generazioni future dell'assurdità della guerra! Ripreso il cammino, in 30' si giunge a Forcella Orsera(m 2300) dove si imbocca un ripido sentiero che, attrezzato su un breve tratto con una fune di acciaio, porta a Forcella Segura (m 2439). Siamo ora nel mezzo delle poderosi campanili granitici delle pale di Segura a sinistra e delle vette della Cresta Ravetta a destra con Cima Quarazza (m 2526) e Cima Trento (m 2530). Si scende per un tratto dal quale si ha un'ottima panoramica sulla sottostante diga di Costabrunella fino alla Forcella di Quarazza (m 2217). Da qui si incomincia a riprendere quota giungendo al Forzelon de Rava (m 2397), ai piedi del possente Cimon Rava ( m 2397). 1h 30'. Molto suggestiva è la vista di profilo che da qui si gode su questa vetta. Il sentiero, dopo essere sceso per un breve tratto, mantenendosi ora in quota, attraversa tutto l'erboso versante Sud della Cresta Ravetta. Appagante è da qui il panorama che si apre sulla Valle di Rava. Sul fianco sinistro, ai piedi del Monte Castelletto (m 2337) e di Cima del Frate (m 2351), fra le rive del Lago Primo e del Lago di Mezzo sorge la Malga Rava di Sopra mentre, proprio sotto il nostro sentiero si trova il Lago Grande. Sulla destra sorge invece Malga Ravetta di Sotto e, più in lato Malga Ravetta di Sopra, ai piedi della possente mole del versante Est di Monte Tauro (m 2026). Si giunge così in 1h a Forcella Ravetta (m 2219) dove troviamo il bivio per Monte Tauro a sinistra. Scendiamo invece il ripido ghiaione della Val di Ravetta che, dopo aver attraversato il primo tratto su un immenso ghiaione granitico, si inoltra nel rado bosco di larici, calandosi, ora dolcemente a tornanti, fino alla prima radura paludosa di Caldenave, alla confluenza con la Val Orsera. 1 h. Si arriva alla Malga presso la quale, in una parte della stalla è stato ricavato un bivacco d'emergenza da utilizzare in caso di maltempo. Il percorso ora diventa quello di andata fino al piazzale di partenza. 1h.